Adoro svegliarmi la mattina, aprire la finestra e vedere queste 2 icone del cielo, venere e la luna..

Se la luna è una presenza costante nella mia percezione delle energie cosmiche con venere ho stretto amicizia quest’estate.
Quasi ogni notte, più, in verità, la mattina presto, alzavo lo sguardo per assicurarmi che lei fosse ancora li, quasi a voler confermare con curiosità un pò sfidante, la sua presenza che sapevo avrebbe accompagnato la mia estate.
Ogni volta l’ho osservata interrogandomi su chissà che programmi avrebbe avuto per me la sua danza nel mio segno, quello del leone. Si perché di danza si tratta, moti diretti, retrogradi, opposizioni, quadrature che non ha fatto mancare proprio nulla e io le sono fortemente grata.
Ancora una volta la consapevolezza che nulla sia veramente a caso si è rinforzata potentemente in me.
Io sono un’appassionata studiosa, non un’astrologa, per cui non entro oltremodo nel merito delle magie del cielo.
Il mio grazie ora che venere si sposta in vergine viene dal profondo del cuore perchè questo passaggio è stato fortemente evolutivo ed è doveroso per me dedicarle questo spazio.
Un’estate vissuta un giorno alla volta, sfida dopo sfida, inciampi, sbandamenti, attimi di estrema vulnerabilità, hanno creato un album di momenti indimenticabili.

Un’estate raccolta e solitaria, di osservazione e ascolto profondo in cui il focus vero non era la ricerca del confronto con l’altro, aspetto riconducibile al passaggio di venere, ma piuttosto con me stessa rispetto all’altro.
I protagonisti indiscussi la mia lei e il mio lui, (yin e yang, o per i più esperti archetipo maschile e
femminile), e il loro tiro alla fune costante alimentato da credenze e convinzioni sul mio valore e di conseguenza sul mio potere.
Tematiche impegnative per un leone atipico, che ha sempre fatto il gatto per paura che il suo ruggito potesse creare danni apocalittici all’altro e soprattutto a me stessa, gatto maldestro che ‘chi sono io per poter dire la mia?’ e ciò che ne consegue, un gatto timido che si nasconde dietro le quinte, un gatto fantasma,che negli ultimi anni ha iniziato a fare piccoli passi sul palcoscenico della sua vita e che in quest’estate ha potuto fermarsi, respirare in questo moto universale e ascoltare cosa c’era per lui..
Un viaggio pazzesco quest’estate…con esame finale accaduto proprio nei giorni scorsi. famiglia, lavoro, amicizie e relazioni nessuno escluso da questo passaggio che sa molto di uno sliding Doors epocale.
Il diploma agguantato un pò per il rotto della cuffia alla fine di questo transito ha un titolo (amo dare i
titoli ai miei step) che ora e per sempre rimarrà marchiato a fuoco in me e nella memoria di questa estate 2023 è senza ombra di dubbio l’AMOR PROPRIO. Per il mio 49° compleanno il cielo ha disposto ed io mi sono fatta il regalo migliore di sempre. Autostima, dignità e credibilità, prima di tutto con me stessa all’insegna delle mie 3 G che
non sono le 3 grazie famose per tutti ma gioia, grazia e gratitudine per me stessa e con me stessa. Compagne fedelissime che non mi hanno mai abbandonata, nemmeno nelle cadute verticali.
Cadevano e si rialzavano con me e tutto ciò è stato possibile perchè non ho mai mollato la mano della mia, oramai imprescindibile compagna di viaggio, la FEDE . Quando c’è lei non c’è più spazio per la paura se non utilizzandola come bussola, dove la percepisci… li c’è la via, c’è la tappa successiva ma soprattutto il successivo traguardo.

Quando senti di non aver più nulla da perdere in una determinata situazione e TI FERMI, RESPIRI E TI ASCOLTI magari senti che più della paura delle conseguenze c’è il gridare ‘io esisto’, c’è ‘io mi voglio bene’, c’è ‘io merito di più’, c’è ‘io voglio il meglio per me’, ecco che riesci a trovare il coraggio di affrontarla, e non te ne frega più
niente di cosa dice la tua mente, sei nudo dinanzi alla sfida, e ti lanci senza indugi, senza vergogna, senza timore, al grido di ‘sia quel che sia’ ma io mi amo, io mi rispetto, io mi onoro, io riconosco il mio valore e questo, e solo questo, ti consente di andare oltre affrontando ciò che altrimenti.

produce pensieri e angosce che rimangono incastrati in te creando stasi e sviluppando un rimuginio mentale che poi intasa la vescica biliare, ti irrigidisce i muscoli del collo fino a procurarti un vero e propro torci collo e se ti fa provare anche della rabbia ecco che i muscoli della mandibola si contraggono senza sosta. Ti consente di andare oltre la paura di perdere chi era li a offrirti briciole, di andare oltre la paura di ‘che cosa sarà di me’ ti consente di andare oltre e di saltare, saltare in quel blu hole dentro e oltre il quale non puoi sapere cosa ti aspetta.
Se credi nella spinta che si è accesa, se credi veramente in te e in ciò che scopri di essere giorno per giorno e inizi ad amarti, onorarti, valorizzarti e riconoscerti beh…oltre il buco nero della solitudine e dell’incognita c’è il ritorno a casa, il tornare a te, al tuo essere amore, l’amore di se, e da li si spalancano porte inaspettate. nella leggerezza, anziché nella titubanza.
Basta con il pensiero ossessivo di non essere in grado, di non essere abbastanza, di non essere all’altezza.
Andare oltre significa imparare a navigare a vista, nella leggerezza e nella consapevolezza.
che l’amor proprio non ci abbandona più se in noi c’è fede che nulla è a caso e che c’è un magnifico disegno, ognuno il proprio, ognuno con le sue tappe, ognuno con la sua frequenza ma è possibile, per ognuno di noi, e che ci porterà nel posto più meraviglioso di sempre la casa in noi, l’AMORE.

E’ possibile liberarsi dalla schiavitù di credenze e convinzioni che non ci fanno sentire abbastanza, che non ci fanno sentire all’altezza, che non ci fanno sentire meritevoli prima di tutto di amore. Siamo amore, lo abbiamo solo dimenticato.
Sotto tutto quel ginepraio di cose che ci raccontiamo e in cui crediamo noi siamo amore. stiamo ancorati all’idea di chi siamo solo per paura, perchè bene o male chi siamo oggi lo dobbiamo alla centrale di controllo che ha imparato a proteggerci dalla sofferenza, mettendo regole e paletti con un unico scopo, proteggerci con l’unico strumento che aveva a disposizione. La sofferenza che sappiamo gestire.

Un’imprinting che si forma in tenera età e che viene registrato e modulato durante la crescita e riattivato ogni volta che percepiamo pericolo fuori. Allora si attiva la mente che decodifica il messaggio e riattiva le ferite dei bambini che siamo stati, ma noi oggi siamo molto di più, siamo adulti più o meno consapevoli ma incastrati li
sotto, nella reattività immatura che ci fa scappare davanti a situazioni che pensiamo di non sapere gestire. Ma ecco la novità…
fermati e respira e ricordati: se continuerai a reagire nello stesso modo DI sempre, la vita, che ti ama, continuerà a mandarti lo stesso scenario di sempre, fino a quando non deciderai di andare oltre..
Il giorno che deciderai di andare oltre alle tue paure e dirai alla tua mente che oggi si fa in modo diverso, che oggi Si agisce ascoltando ciò che il cuore sente, CON FEDE E CORAGGIO, dicendo alla mente che tu ti prendi le responsabilità del tuo agire e che lei non ha colpe, non ha responsabilità, quel giorno sarai un essere
libero.

Un essero libero che non ha più bisogno di una badante perchè riconosciamocelo lei, che colpe può avere, ha preso in carico una gestione e noi glielo abbiamo lasciato fare, ha tenuto a bada la tua realtà mentre tu eri impegnato a sopravvivere per paura di soffrire ancora silenziando il cuore. Lei in qualche modo ha tenuto la rotta…quella che conosceva. Ma..quel giorno, si quel giorno puoi pensare veramente di gridare al miracolo, perché quel giorno spezzerai le catene dei pensieri che ti tengono rinchiuso in uno spazio limitato dalle tue paure. Perché
sentirai l’energia tornare dentro di te, perché tornerai a dormire la notte ed essere sereno di giorno, anche e comunque nelle sfide costanti che si deve affrontare.
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Dopo aver sofferto per il tradimento, l’abbandono, il rifiuto, la solitudine inizieraii a vederle come esperienze evolutive che avevano un unico scopo. RIPORTARTI ALL’AMORE DI TE.
E’ ora di svegliarsi e di smettere di dare all’altro la responsabilità della propria sofferenza. Nemmeno ai nostri genitori. Gloria a loro che sono stati i primi a manifestarsi perché noi registrassimo le nostre ferite e iniziassimo poi da adulti a rivivere le ferite da esperire ed elaborare per imparare a conoscere l’amore.
Quindi basta rimettere all’altro, la responsabilità della nostra infelicità, è tutto dentro di noi. Bisogna scendere nelle nostre cantine,ripulirle, riordinarle, armarsi di forza e coraggio e approfittare di questo passaggio della venere in vergine per fare pulizia e capire cosa tenere, cosa buttare, per poter vivere una vita più equilibrata e soddisfacente, la bilancia insegna. Venere in vergine con sole in bilancia in questi giorni di luna calante in leone. Eliminate i pesi, eliminate tutto quello che non vi consente di essere la versione più autentica e migliore di sempre…perchè la leggerezza guadagnata fa spalancare le ali…e con un cuore con le ali si vola lontano….
Grazie a me. Grazie a ognuno dei miei ‘te’. Grazie al mio universo. Venere ti ho nel cuore. Grazie grazie grazie.

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